La tecnologia dei telai in carbonio fasciati è del tutto artigianale e permette di costruire telai in carbonio tube to tube, utilizzando cioè il vecchio sistema di assemblaggio dei tubi e unendoli poi mediante il sistema di fasciatura. In Italia i produttori di telai in carbonio fasciato a livello artigianale sono veramente pochi: tra questi uno dei più noti è la Sarto Antonio di Mellaredo di Pianiga, in provincia di Venezia. Il metodo qui utilizzato permette di soddisfare tutti i tipi di clienti perché ogni telaio è “dedicato”, come spiega il titolare Enrico Sarto.
“Uno dei grandi vantaggi di un telaio in carbonio fasciato costruito a mano è che si possono facilmente customizzare i vari modelli, non solo nelle taglie, ma anche nelle forme: facendo scegliere al cliente i tubi tra quelli della nostra gamma e componendo il telaio, si creano prodotti unici senza dover fare nuovi stampi”.
La Sarto Antonio ha da poco siglato un accordo con Cymichip in base al quale il microchip verrà inserito all'interno dei circa 2500 telai progettati, sviluppati e prodotti annualmente dall’azienda veneta.
"Da diverso tempo avevamo intenzione di utilizzare il Cymichip nella nostra produzione. Diciamo che è stata una decisione legata primariamente alla volontà di dare un'immagine diversa della nostra azienda e poi, ovviamente, determinata da tutti i servizi che il microchip è in grado offrire. Per questo abbiamo aderito” .
Una decisione scaturita dalla consapevolezza delle numerose potenzialità del sistema e in previsione di importanti sviluppi futuri. Il chip, infatti, consente di certificare, oltre alla proprietà della bicicletta, anche le manuntenzioni svolte dal negoziante, lo storico della bicicletta, l’eventuale passaggio di proprietà. Inoltre fornisce comunicazioni via sms ed e-mail dei richiami e prevede un’area riservata nel portale dove si possono controllare sempre la composizione della bici, i controlli effettuati e da fare, le garanzie del prodotto e mettere in allarme furto la bici se necessario.
“Abbiamo già informato parte dei nostri clienti, perlomeno quelli in Italia, mentre ai clienti esteri non abbiamo ancora prospettato l’iniziativa: preferiamo farlo noi direttamente, quando verranno a visitare la nostra azienda, in modo da spiegare i vantaggi del chip in prima persona e farne capire le ottime potenzialità”.
La realtà veneta lavora per conto terzi, sviluppando prototipi e progetti di aziende che intendono lanciare sul mercato telai di altissimo di gamma.
Il negoziante, infatti, rilascia una card (tipo carta di credito) contenente anch'essa un chip dove vengono inseriti tutti i dati personali del proprietario e quelli della bici. Una volta attivata, è possibile informare l’utente tramite sms o e-mail di tutto ciò che riguarda il suo mezzo.
“Il motivo fondamentale che ci ha fatto definitivamente decidere per il microchip è che fornisce servizi in più, come la rintracciabilità o la garanzia. Quando viene fatta la lettura a video di tutti gli interventi eseguiti sul mezzo, il chip è fondamentale per capire, ad esempio, se il telaio è da sostituire, se è in garanzia o meno, o quali sono i motivi per i quali ci sia un rientro, un danno o un difetto, o per conoscere con quali materiali è fatto: insomma permette una rintracciabilità tecnologica. Credo molto in questo progetto e momentaneamente ci stiamo organizzando in attesa di partire con la distribuzione vera e propria a settembre”









