A Cernusco sul Naviglio, noto comune a Est di Milano, gli appassionati di bici conoscono bene Pietro Scirea, titolare di un punto vendita storico che vanta oltre mezzo secolo di attività. “Scirea Giuseppe e Pietro”, fondato nel 1958 dal padre dell’attuale titolare, aderisce al progetto MiBici Sicura, l’iniziativa della Provincia di Milano che ufficializza di fatto la nascita del Registro Pubblico delle Biciclette con la possibilità di immatricolare le stesse attraverso il sistema Cymichip. Uno strumento che consente di identificare le bici circolanti sul territorio, disincentivare il fenomeno dei furti e favorire il ritrovamento delle stesse.
Scirea Giuseppe e Pietro fa parte dell'elenco di ventidue ciclo officine abilitate a registrare le biciclette, a installare il Cymichip nel telaio del mezzo e a rilasciare una tessera R-FID personale contenente il microchip associato a quella specifica bici. Un’iniziativa importante perché mirata a limitare la piaga dei furti di biciclette, un fenomeno particolarmente sentito a Milano e provincia, come sottolinea lo stesso Pietro Scirea.
“Questa iniziativa sicuramente può dare una mano a noi negozianti, è un servizio in più che possiamo offrire ai clienti; al di là della vendita della semplice bicicletta, ci consente di instaurare un rapporto diverso, ci permette di garantire un plus che la grossa distribuzione non è in grado di offrire. Altre iniziative collaterali, tipo l'assicurazione contro furti e infortuni, possono suscitare sicuramente un grande interesse tra chi utilizza abitualmente la bici, per la possibilità di essere risarciti dal furto e da eventuali danni”.
PIETRO SCIREA, titolare Scirea Giuseppe e Pietro
Il servizio prevede infatti anche la nuova Polizza Assicurativa contro furti e infortuni per i ciclisti che verranno in questo modo tutelati dalla responsabilità civile, nel tragitto casa-lavoro e dal furto del mezzo, grazie a un accordo siglato tra Provincia di Milano e Assicurazioni Generali.
“Nella nostra zona il mercato si può definire stabile per quanto riguarda il numero di bici vendute, però è un po' condizionato proprio dal fenomeno furti, perché quando un cliente viene derubato della propria bici difficilmente ne comprerà poi un'altra di egual valore; si butterà piuttosto su una di livello più basso e di costo inferiore. Quindi ritengo che l’iniziativa potrebbe aiutare noi negozianti soprattutto in questo senso, facendo sentire il cliente più sicuro contro il rischio furto, invogliandolo e incentivandolo ad acquistare una bicicletta più tecnica, di livello superiore, a scapito della bici della grossa distribuzione. Penso che la diffusione di questo tipo di mentalità aiuterebbe i negozianti ad aumentare il proprio fatturato”.
PIETRO SCIREA
Pietro Scirea ha rilevato l'attività dal padre Giuseppe che l'aveva aperta nel 1958. Il punto vendita ha già quindi una storia di solida tradizione alle spalle.
“Io lavoro qui da vent'anni, seguo tutto io sia per quanto riguarda la vendita che le riparazioni. Il negozio occupa una superficie di 130 metri quadri, suddivisi tra esposizione e officina. Tratto in prevalenza i marchi Bianchi, Atala e le loro sottomarche. Per quanto riguarda la mia zona, la tipologia di bici che va per la maggiore è la city bike. Il fattore fondamentale che mi ha fatto decidere di aderire al progetto MiBici Sicura è il fatto che, in caso di furto, grazie al chip inserito nel telaio le forze dell'ordine possono risalire al legittimo proprietario, quindi è un incentivo per l'utilizzatore finale ad acquistare bici di buon livello. Per quanto riguarda Cymichip, inteso non solo come deterrente al furto, ma utilizzato in tutte le due funzionalità, penso che possa aiutarci molto nella nostra attività invogliando i clienti a tenere in ordine la bici e a effettuare con regolarità la manutenzione, aspetto oggi sottovalutato tantissimo anche a discapito della sicurezza personale”.
PIETRO SCIREA
“Questa iniziativa sicuramente può dare una mano a noi negozianti, è un servizio in più che possiamo offrire ai clienti; al di là della vendita della semplice bicicletta, ci consente di instaurare un rapporto diverso, ci permette di garantire un plus che la grossa distribuzione non è in grado di offrire”.
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