A poche settimane dall’avvio ufficiale di MiBici Sicura si registrano le prime positive impressioni del progetto con il quale la Provincia di Milano ha istituito il 'Registro provinciale delle biciclette', un sistema straordinario, che consente di immatricolare la propria bici attraverso Cymichip, recandosi presso uno dei negozi di Milano e provincia autorizzati.
“Siamo partiti con MiBici Sicura una quindicina di giorni fa – spiega Mauro Baroni, titolare di Cicli Bungaro – e stiamo chippando per il momento solo le bici nuove. I nostri clienti sono soddisfatti e per quanto riguarda il prezzo non battono ciglio, ritenendo il costo del servizio veramente esiguo a fronte di un’iniziativa giudicata positivamente sotto tutti i punti di vista. Soprattutto sono apprezzati i vantaggi offerti dalla copertura assicurativa, tanto che molti clienti ci hanno portato in negozio più di una bicicletta per effettuarne l’immatricolazione. Secondo me si tratta di un’iniziativa molto valida, anche perché le tempistiche d’installazione del chip sono ridotte a una decina di minuti al massimo”. Presso i rivenditori che aderiscono all’iniziativa è possibile sottoscrivere una nuova Polizza Assicurativa a copertura della Responsabilità Civile, degli spostamenti casa-lavoro e del furto della bicicletta. Enrico Pezzetti, titolare del punto vendita I Signori Del Ciclismo, non ha dubbi: “Poter sottoscrivere una polizza assicurativa nel momento in cui si acquista una bici nuova è il punto di forza di questo progetto. Valuto l’iniziativa del Registro Pubblico della Bicicletta wia web un progetto intelligente, di cui la copertura assicurativa rappresenta il top. I nostri clienti sono entusiasti soprattutto perché il rapporto qualità-prezzo del servizio in generale è molto interessante”. Tutti concordi nell’intravedere nell’iniziativa un forte deterrente al furto. “E’ una buona cosa – afferma Angelo Pomati, titolare di AWS Bici Motor – e si spera che in questo modo i furti diminuiscano. E poi con questo metodo la bici diventa finalmente riconoscibile come qualsiasi altro mezzo di trasporto. Io lo vedo come uno strumento per incentivare la clientela all’acquisto, soprattutto per la possibilità di sottoscrivere la copertura della Responsabilità Civile. Da noi la gente entra e chiede informazioni, qualcuno ha comprato la bicicletta nuova e se l'è fatta immediatamente chippare”. Tra i negozianti che hanno aderito a Mibici Sicura spiccano nomi che hanno fatto la storia del settore a Milano. Tra questi, Cicli Rossignoli, tra i primi ad entrare a far parte dell’elenco di rivenditori abilitati a registrare le biciclette, a installare il Cymichip nel telaio e a rilasciare una tessera R-FID personale contenente il microchip associato a quella specifica bici. “Siamo soddisfatti dell’andamento dell’iniziativa”, afferma la titolare, Anna Rossignoli. “Abbiamo iniziato l’attivazione del servizio il 1° giugno e per quanto ci riguarda non abbiamo riscontrato difficoltà di sorta. Anzi, il chip viene installato velocemente e soprattutto ora che abbiamo una certa pratica tutto funziona perfettamente, senza intoppi. Nel giro di tre settimane circa abbiamo chippato oltre una quarantina di bici, quasi tutte nuove. In tutti i casi il prezzo del servizio è stato recepito positivamente, i nostri clienti hanno accettato di buon grado il costo, peraltro esiguo, dell’installazione e della registrazione. Come prassi noi proponiamo il servizio a tutti i clienti, chi acquista da noi una bicicletta viene subito informato della possibilità di immatricolazione e nella maggior parte dei casi il riscontro è stato positivo”. MiBici Sicura trova la sua forza nel Cymichip. Una volta inserito nel telaio, i numeri identificativi del microchip sia della bici sia della card sono letti da un'apposita antenna, automaticamente accoppiati e registrati nel database del Registro provinciale. “Il sistema operativo funziona molto bene - spiega Walter Della Torre, titolare del negozio La Bicicletta – e finora non abbiamo mai riscontrato problemi di accessibilità al Registro pubblico della bicicletta. Siamo partiti con l’attivazione verso metà giugno, abbiamo chippato oltre una ventina di bici. I tempi di attesa per il cliente sono ridotti, e non abbiamo riscontrato differenze sostanziali tra l’attivazione di bici nuove e bici usate. Nel complesso un’iniziativa valida”. Dello stesso avviso Francesco Porfilio, di Sgagnamanuber. “L’installazione è questione di pochi minuti, e una volta presa la mano, non richiede grosse capacità tecniche. L’iniziativa andrebbe forse un po’ più pubblicizzata”. Per sollecitare la curiosità dei clienti, Mario Della Torre, titolare del negozio MIB Milano In Bicicletta, ha predisposto due cartelli all’entrata del punto vendita che indicano la possibilità di usufruire del servizio. “Abbiamo iniziato ad installare i primi microchip verso metà giugno. In quindici giorni abbiamo chippato oltre una decina di biciclette, tutte nuove”. Un progetto ben visto dai negozianti anche sotto altri punti di vista. “Questa iniziativa sicuramente può dare una mano a noi negozianti, è un servizio in più che possiamo offrire ai clienti; al di là della vendita della semplice bicicletta, ci consente di instaurare un rapporto diverso, ci permette di garantire un plus che la grossa distribuzione non è in grado di offrire”, spiega Pietro Scirea, titolare di Scirea Giuseppe e Pietro a Cernusco s/N. Un servizio di questo tipo porta necessariamente l’utente finale a transitare nel punto vendita per poter effettuare l’immatricolazione della bici, con evidenti vantaggi per l’attività commerciale, secondo Fabio Vailati di Bici Sprint. “L’iniziativa MiBici Sicura, per come è impostata, è sicuramente un elemento in più di cui il negoziante dispone a favore della vendita di una bicicletta. Anche perché il cliente che acquista una bici, sapendo di poter usufruire del servizio, si sente molto più tranquillo. Ovviamente la possibilità di immatricolare il mezzo e di iscriverlo nel Registro provinciale delle biciclette spinge il probabile acquirente a recarsi presso un negozio abilitato al servizio piuttosto che a rivolgersi ad un rivenditore qualunque. Anche sul prezzo, nessuno fa storie. Di fronte al vantaggio dell’iscrizione nel Registro provinciale e alla possibilità di stipulare una polizza per la copertura assicurativa, il cliente accetta di buon grado il pagamento dell’installazione, che di certo non va ad incidere in modo gravoso sul costo complessivo di una bicicletta di medio-alta gamma”. Oltretutto il cliente è invogliato all’installazione di Cymichip anche perché non è possibile rimuoverlo dalla bici, come spiega Massimo Calcaterra, titolare di Doctor Bike. “Non è possibile in nessun modo rimuovere il microchip, perché la particolare apparecchiatura con cui viene inserito rende impossibile l’estrazione del chip, soprattutto nei telai che non sono perfettamente cilindrici ma presentano qualche protuberanza che blocca ulteriormente il sistema. Io stesso ho provato a toglierlo da alcuni telai per mia verifica personale, ma non ci sono riuscito”. Doctor Bike è stato il primo rivenditore in Italia a installare Cymichip su tutte le biciclette in vendita. Il negozio, con sede a Boffalora s/T, conta attualmente un database di 435 clienti e da gennaio 2009 ad oggi ha installato il microchip su circa cinquecento biciclette. “Molti utenti – spiega Calcaterra – hanno voluto inserire il chip in più di una bicicletta di loro proprietà e se oggi posso contare su un parco clienti così esteso lo devo sicuramente anche a questo microchip. Ci ho creduto sin dagli inizi e non ho mai avuto problemi di affidabilità né tantomeno contestazioni. Anzi, recentemente mi è stato utilissimo per casi di recall, cioè di ritiri volontari del produttore. A fronte della mia esperienza personale credo che i presupposti per ritenere Cymichip un sistema affidabile ci siano tutti, anche perché se così non fosse una compagnia come Assicurazioni Generali non avrebbe certamente appoggiato il progetto con una polizza antifurto. Una mia valutazione all’iniziativa? Dieci e lode”.








