Zavarise Gigi & Figli è un cliente storico di Cymichip, tra i primi ad aver aderito al progetto diventando installatore del microchip. Un'intuizione scattata sin dai primi approcci al sistema.
“Appena ne ho sentito parlare – racconta il titolare, Luca Zavarise – ho capito che si trattava di un servizio eccezionale. Ho chiamato immediatamente la società titolare per diventare rivenditore autorizzato e devo dire che la mia intuizione era giusta. Lo installo da oltre un anno e mezzo soprattutto per effettuare i tagliandi programmati per la manutenzione. È un ottimo sistema specialmente per i clienti più sbadati. Molti cicloamatori, infatti, si abituano ad utilizzare la bicicletta senza magari accorgersi di avere un problema di usura.
Se, ad esempio, c’è un difetto sul cambio piuttosto che su un altro componente non ci fanno neanche caso per una questione di abitudine. Vanno avanti così finché la bici regge. Grazie a Cymichip abbiamo potuto evitare danni talvolta anche seri e devo dire che i nostri clienti rispondono molto bene al discorso dei richiami per la manutenzione, nel senso che la gente è entusiasta del servizio che forniamo ricordando che è giunto il momento di far controllare la bici per la sicurezza personale ed altrui”.
Nel negozio di Cornuda, in provincia di Treviso, il chip viene installato prevalentemente su bici di medio-alta gamma.
“Per quanto riguarda il servizio di EuropAssistance è un omaggio importante che propongo a determinati clienti e a chi acquista una bicicletta di un certo importo. Ma soprattutto lo offro ai clienti che generalmente si spostano su tragitti di parecchi chilometri, per ovvie ragioni. In effetti il servizio di EuropAssiatnce, per quanto ci riguarda, è stato accoto molto bene dai clienti abituati a percorrenze di un certo chilometraggio, tipo 120-150 km. Chi gira parecchio, insomma, è rimasto favorevolmente colpito dall’iniziativa”.
Un’attività, quella di Zavarise, che sembra non essere stata toccata dai pesanti effetti della crisi economica.
“La recessione di cui si è tanto parlato, personalmente ho avuto la fortuna di non sentirla, non so bene per quale motivo. Diciamo che anche Cymichip ha avuto la sua parte. Quando ho deciso di aderire alla rete dei negozianti installatori del chip, l’ho fatto con l’intento di fidelizzare il cliente, o meglio di verificare il grado di fidelizzazione dei miei clienti, anche per poterli premiare con iniziative promozionali, ad esempio con sconti a pacchetto sui prodotti acquistati piuttosto che con un viaggio a fine anno a estrazione. L’utilizzo del microchip e soprattutto della funzionalità dei richiami per la manutenzione mi ha aiutato ad accrescere in un certo senso il mio parco clienti, anche perché grazie al passaparola che si è instaurato molti entrano in negozio e mi chiedono di installare il chip. Attualmente lo utilizziamo solo su bici di medio-alta gamma, anche perché altrimenti non riuscirei a far fronte a tutti i volumi”. “Molti cicloamatori si abituano ad utilizzare la bicicletta senza magari accorgersi di avere un problema di usura. Se, ad esempio, c’è un difetto sul cambio piuttosto che su un altro componente non ci fanno neanche caso per una questione di abitudine. Vanno avanti così finché la bici regge. Grazie a Cymichip abbiamo potuto evitare danni talvolta anche seri”.









