I ritiri volontari dal mercato, noti anche con l’accezione inglese “recall”, sono, nella sostanza, quelle procedure che il produttore mette in atto per far sì che un prodotto con un problema, venga ritirato dal mercato. "Il ritiro è un momento chiave, - spiega l'avvocato Gilberto Gentilli, massimo esperto in materia di sicurezza di prodotto - in cui un’azienda seria si assume le proprie responsabilità.
Grazie al microchip CymiChip è possibile identificare in tempi brevissimi a quali clienti finali è stato venduto il prodotto oggetto di ritiro, senza passaggi intermedi (...). Tuttavia, in Italia, a volte, tra ciò che l’azienda dovrebbe fare e ciò che normalmente viene fatto c’è grande differenza. Ci sono aziende che, per paura di ledere la propria immagine, si limitano a blandi avvisi oppure sottovalutano il problema o, ancora, riducono allo stretto necessario il numero di persone da informare".
Un caso reale
Un esempio di quanto può essere utile l'utilizzo del chip da parte del rivenditore viene da Massimo Calcaterra, titolare del negozio Doctor Bike di Boffalora (MI) che ha avuto un problema di recall. L’avviso di richiamo è arrivato dalla casa produttrice di una nota marca di biciclette non italiana. Il recall però non si riferiva al telaio, ma a un componente. Così Calcaterra ha chiamato l’importatore di quel componente per accordarsi. Si è sentito rispondere che, non essendo cliente, l’azienda non avrebbe potuto fare nulla; a meno che non volesse diventarlo. "Grazie al sistema CymiChip - spiega Calcaterra - sono stato in grado di rintracciare tutti i componenti richiamati, da me venduti. Poi, dopo la pessima risposta del distributore, ho deciso di rivolgermi all’importatore della bicicletta che, con estrema serietà, si è fatto carico del ritiro, riconoscendomi anche 6 Euro per ogni sostituzione". Il caso di Calcaterra è un classico, secondo l'avvocato Gentilli. Infatti, il distributore del componente è responsabile tanto quanto il produttore del bene. Dunque, l’importatore avrebbe dovuto fornire a Calcaterra tutto il supporto possibile, indipendentemente dal fatto che fosse suo cliente o meno. Un episodio comunque finito bene, perché il rivenditore, grazie al chip, è riuscito a individuare in tempi brevissimi i clienti che avevano acquistato i pezzi sottoposti a recall, evitando tutte le possibili conseguenze del caso.
Missione di vita
Il titolare di Doctor Bike, Massimo Calcaterra, che dopo una breve ma costruttiva esperienza nel team Maserati di Piacenza, formazione dilettantistica sotto la regia di Piscina Omar (ora team manager del team Tincoff), costruisce passo dopo passo il suo obiettivo di vita: trasformare la passione in lavoro. 160mq di negozio, 20mq di officina ne sono la prova. Oltre alla vendita, nel suo negozio si eseguono: misurazioni antropometriche - assistenza - riparazione - organizzazione eventi sportivi - noleggio.








