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Recall di prodotto: il chip tutela i produttori

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Una delle funzionalità più importanti di Cymichip riguarda senza dubbio i ritiri volontari dal mercato, noti anche con l’accezione inglese “recall”, cioè quelle procedure che il produttore mette in atto per far sì che un prodotto con un problema venga ritirato dal mercato. Grazie al microchip è possibile identificare in tempi brevissimi i clienti finali ai quali è stato venduto il prodotto oggetto di ritiro, senza passaggi intermedi.
Anziché affidarsi a blandi avvisi su testate di settore, con il rischio che la comunicazione non venga recepita dall’utente finale andando incontro a possibili controversie in sede legale in caso di infortunio, i produttori hanno oggi a disposizione uno strumento formidabile per la sua efficacia e soprattutto per la celerità con cui permette di raggiungere il possessore del telaio o del componente soggetto a ritiro.
Tutti i dati del cicloamatore sono infatti inseriti nel sistema computerizzato ed è pertanto possibile risalire all’utente finale in pochi secondi avvisandolo del recall di prodotto tramite sms o e-mail. Un vantaggio enorme per l’azienda che, in questo modo, raggiunge solamente i diretti interessati evitando oltretutto di dar vita a campagne informative che potrebbero in qualche modo lederne l’immagine. Funzionalità uniche sotto tutti i punti di vista, tanto da venire apprezzate da alcuni produttori di marchi noti, quali Parkpre, Passoni, Sarto e Green Spark (uno dei principali leader sul mercato E-bike), che oggi realizzano e vendono le loro biciclette con il microchip già inserito nel telaio.
Un esempio reale di richiamo di prodotto andato a buon fine è quello di Massimo Calcaterra, titolare del negozio Doctor Bike di Boffalora Sopra Ticino (MI), installatore autorizzato Cymichip, che ha avuto recentemente un problema di recall. Un caso emblematico che riguarda un rivenditore, ma che esplica senza ombra di dubbio la logica alla base del sistema, dimostrandone la effettiva efficacia e la validità. Dopo aver ricevuto la comunicazione di recall dalla Casa Produttrice di una nota marca di biciclette non italiana, il rivenditore è stato infatti in grado di rintracciare in pochissimi minuti tutti i clienti che avevano acquistato i pezzi sottoposti a recall, evitando ogni possibile conseguenza del caso.
“Quando è arrivata la comunicazione ho effettuato la ricerca esclusivamente dei clienti interessati al recall avvisandoli del richiamo del componente interessato – ha spiegato Massimo Calcaterra. Se tutti adottassero il microchip avremmo la rintracciabilità di ogni prodotto, basti pensare che nel giro di un quarto d’ora ho risolto il problema; in caso contrario adesso potrebbero trovarsi ancora in circolazione componenti difettosi di quella casa produttrice, con tutte le conseguenze del caso”.

 

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