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Ciclisti professionisti: le decisioni del Cpa per la categoria

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Si è svolto nei giorni scorsi a Milano il Comitato Direttivo del CPA (l’Associazione dei Ciclisti Professionisti) che, sotto la guida del presidente Gianni Bugno, ha preso posizioni precise riguardo a questioni di primaria importanza per i ciclisti professionisti. In primo luogo si è discusso del rapporto presentato dall’AMA (l’associazione mondiale antidoping) nel quale si suggeriva all’UCI di controllare i corridori sospetti in piena notte e di effettuare controlli più aggressivi e meno prevedibili.
Gianni Bugno, che aveva già scritto una lettera personale a Pat Mac Quaid per manifestare la sua assoluta contrarietà ai controlli notturni, ha apprezzato la recente smentita dell’AMA riguardo agli stessi in quanto, se fossero stati inseriti nel regolamento UCI, sarebbero stati in netto contrasto con le leggi a tutela della persona.
Gianni Bugno ha inoltre ricordato che i ciclisti professionisti sono tra i pochi e veri utilizzatori del sistema ADAMS (il sistema d’amministrazione e di gestione antidoping), che, facilitando la trasmissione da parte degli atleti di informazioni precise sulla loro localizzazione, consente già di effettuare controlli fuori gara e senza preavviso dalle 6 alle 22. Il CPA si è trovato d’accordo nel costituire una Commissione d’atleti come richiesto dal CIO a tutte le federazioni sportive e proporrà nei prossimi giorni all’UCI dei corridori (uno per ogni nazione rappresentata nel CPA) che potranno fare parte di questo organismo. Gianni Bugno si è detto inoltre molto favorevole a integrare in seno al CPA dei corridori rappresentativi dei professionisti dei paesi emergenti ancora privi di associazioni nazionali. Riguardo la questione dell’accordo paritario il CPA chiederà all’UCI di fare il punto urgentemente sulla situazione dei contratti dei corridori indipendenti che sono illegali in molti paesi CEE e che provocano grandi disparità nell’ambiente sportivo, per il problema di costi fiscali completamente sproporzionati e per le diverse coperture sociali che hanno i corridori nei loro paesi di residenza.
Infine il Comitato Direttivo del CPA ha stabilito che verrà redatto un nuovo regolamento del Fondo di Solidarietà. Per quest’anno ancora si è deciso di riconoscere il pagamento dei premi del Fondo anche ai corridori trovati positivi ai controlli anti doping, nonostante l’Associazione dei Corridori sia contraria a questa soluzione (che risulta al momento l’unica praticabile per legge). In seguito alla riforma del Fondo di Solidarietà però il problema verrà risolto perché ogni corridore sospeso per doping perderà immediatamente il diritto ad incassare il premio del fondo.

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