Mi è stata chiesta un’opinione professionale sull’utilità - e quindi applicabilità - di Cymichip a servizi di noleggio biciclette. Ebbene credo sia utilissimo. Le condizioni attuali alle quali viene ceduta la stragrande maggioranza delle biciclette a noleggio le conosciamo tutti. In una parola: disastrose!
E questo non solo in Italia ma anche in paesi come gli USA. Biciclette vecchie, arrugginite, e quindi pericolose. Pericolose per noi consumatori ma anche per i noleggiatori che per legge sono responsabili (o almeno co-responsabili) per i danni causati da rotture. Se in generale vige una specie di “legge della giungla” secondo la quale sopravvive il più forte (leggi: fortunato a non subire danni) i più evoluti tra i noleggiatori pensano di potersi proteggere tramite la firma di una specie di liberatoria.
Una sorta di assunzione di responsabilità da parte del consumatore. Ritengo trattasi di una protezione alquanto fittizia. Chi si ritenesse completamente protetto da un simile documento si illuderebbe. Non occorre essere un esperto in materia per rendersene conto. Basta un po’ di sano buon senso. Vizi ovvi – cosiddetti palesi - di una bici possono essere in qualche modo neutralizzati tramite questa assunzione di responsabilità da parte del cittadino privato (ad esempio laddove uno utilizzasse una bici palesemente in precarie condizioni di manutenzione su un sentiero di montagna).
Vizi occulti, però, come crepe nel telaio che ne causassero la rottura anche con un uso ragionevolmente prevedibile da parte del privato non possono certo venire “assorbiti” da una semplice liberatoria. E’ qui che si inserisce Cymichip. Il noleggiatore che utilizza Cymichip ottiene due cose: primo (e più importante a mio avviso) riduce al minimo i rischi di rotture perché cede a noleggio soltanto bici in buone condizioni.
Secondo, a fronte di una possibile rottura e conseguente contestazione, può farsi scudo del servizio Cymichip e sostenere che la responsabilità va ricercata nell’uso evidentemente non ragionevolmente prevedibile che ne ha fatto il consumatore.







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